Io sono Imperfetta, come Dio – di Jolanda De Respinis

Da gennaio 2013 suono l’arpa celtica. Ringrazio la
V
ita perchè mi ha permesso di provenire dalla Luce e mi permetterà di tornare alla Luce.
Ringrazio me stessa per essermi permessa di conoscere il Buio del caos esistenziale così come ringrazio la Saggezza Universale per avermi condotto ad
assaporare frammenti di Luce durante questo mio cammino sulla terra. Ho vissuto fino a pochi anni orsono nel Buio. ...

Da gennaio 2013 suono l’arpa celtica.

Ringrazio la Vita perchè mi ha permesso di provenire dalla Luce e mi permetterà di tornare alla Luce. Ringrazio me stessa per essermi permessa di conoscere il Buio del caos esistenziale così come ringrazio la Saggezza Universale per avermi condotto ad assaporare frammenti di Luce durante questo mio cammino sulla terra.

Ho vissuto fino a pochi anni orsono nel Buio. Donna come tante, mamma di tre meravigliosi figli, stimata in ambito professionale, famigliare e relazionale, all’apparenza forte e intraprendente, sempre con il sorriso sulle labbra a celare un trauma infantile che ha lasciato profonde ferite, come a tante, come a tanti. Ma, oltre la corazza: il caos, la nebbia, il dubbio, l’incertezza. Ero come un filo d’erba che non si spezza, ma che non può fare a meno di essere governato, sottomesso, piegato dal vento, ora da una parte, ora dall’altra. Così mi sono sentita per gran parte della mia esistenza, con un confuso senso di appartenenza tanto da pensare forse di essere capitata nel luogo sbagliato o forse nel momento sbagliato; con un marcato senso di inadeguatezza; con un marchio a fuoco nel mio cuore e nella mia mente “inadatta” che sottintendeva aggettivi quali fragile, debole, insicura, confusa.

Quando ne parlo, mi guardano incredula… Tu, insicura? Tu, debole? E’ strano quanto l’involucro a volte non parli veramente del suo contenuto e mascheri la vera essenza. Come è strano che l’essere umano abbia la capacità di raccontarsi una verità immaginaria convincendosi che quella menzogna sia la verità, identificandosi in quella menzogna, diventando egli stesso menzogna.

Questo sono stata io, per gran parte della mia esistenza, quasi incapace di intendere e di volere, e non esagero. La mia percezione era quella di incarnare qualcosa di provvisorio, che per chissà quale motivo fosse qui in questo momento, alla disperata ricerca di un compito da assolvere, di un obiettivo da raggiungere. Ma quale la direzione? E soprattutto attraverso quale via? E per raggiungere quale verità? Buio, nebbia. E nel frattempo gli anni passano e sopravvivi, ma non vivi, ti lasci vivere senza essere mai il vero protagonista, ma una confusa comparsa in una ancor più confusa trama della vita.

Finché ascolti una frase pronunciata da un angelo terreno che dice: “Dio è imperfetto”. Ed ecco un insight. E a questa frase se ne aggiungono infinite altre come tanti pezzetti di puzzle che piano piano sono destinati a divenire una meravigliosa trama, la trama della tua esistenza. E finalmente ti ritrovi magicamente catapultato in un film, nel tuo film, che ora puoi agire e non semplicemente osservare dalla poltrona di un cinema. Sei tu l’attore principale sul tuo set e sei anche regista e produttore. Improvvisamente il Buio si incontra con la Luce ed è proprio lì in quella fusione che si forma l’Ombra, ed è proprio lì che ti ritrovi.

(“Nel De umbris, Giordano Bruno affronta il tema dell’umbratilità che è vista come carattere strutturale della conoscenza umana: l’uomo infatti non può conoscere il vero per l’immensa sproporzione che c’è tra finito e infinito, tra uomo e Dio, e per questo si deve accontentare di sedere all’ombra del vero ricercando il riflesso di Dio nella natura umana.”)

Partendo dal presupposto che imperfetto significa non compiuto, in evoluzione, è mio desiderio asserire che l’imperfezione di Dio rende possibile quindi la mia imperfezione di essere umano in evoluzione:

Creatura imperfetta di una creazione in evoluzione.

E questo rende ovviamente tutto possibile e rende la possibilità manifestata “lecita”e perciò necessaria e quindi universalmente accettabile. Ed è qui che avviene la prima sorta di illuminazione o meglio di risveglio. Dio in primis è Egli stesso una sintesi di opposti, magica fusione tra bene e male, tra luce e tenebre, angelo e diavolo nel contempo. A maggior ragione anche io posso esserlo e quindi accettare la mia imperfezione e riconoscere la “liceità” (ovvero l’essere lecito) della mia evoluzione e accogliere tutta la mia incoerenza, tutta la mia contraddizione. Questo mi porta a riconsiderarmi, guardando tutto il mio essere da un nuovo punto di vista, più aperto, più completo, con le tante sfaccettature opposte e contrarie. Questo dà origine ad una nuova visione di me che riconosce per la prima volta anche la mia forza in quanto la mia debolezza e fragilità non possono essere le uniche componenti del mio essere, visto che ogni componente ha un suo opposto. Ed ecco quasi d’improvviso crollano le mura della prigione e si sgretola la corazza, e quasi d’improvviso si ampliano e si espandono i confini, e si ha la sensazione e poi la certezza che i limiti non esistono o meglio esistono proprio perchè possano essere superati. E allora viene la voglia di esplorare la Vita, di gioire delle piccole cose, di provare l’amore innocente del bambino che scopre l’infinita bontà della Vita stessa ovvero di Dio. E non esiste più un limite se non espansione e trasformazione continua in qualcos’altro e questo processo all’infinito. E’ lì che ti rendi conto che puoi osare e non è importante se fallirai o se i risultati non saranno quelli sperati, l’importante è sperimentare e procedere per prove ed errori tendendo ad una sintesi di tutti gli opposti.

Ed è lì che una mattina ti alzi e, nonostante non ti sia mai approcciata alla musica o ad alcun strumento musicale, decidi che vuoi imparare a suonare l’arpa celtica, nonostante tu abbia più di 50 anni e le dita leggermente anchilosate dall’età e dal lavoro svolto in mezzo secolo di esistenza.

E la Vita risponde, mostrandoti senza sforzo le soluzioni. Trovi un’arpista su e-bay che ti vende un’arpa celtica usata a prezzo modico e viene a casa tua a darti lezioni di arpa in cambio di sedute di counseling. E da lì comincia l’avventura, con la prospettiva anche di fallire, di non riuscire, ma la gran voglia almeno di provare.

Questa sono io oggi, voglio vivere tutto con grande entusiasmo, voglio fare esperienza come se mi mancasse poco da vivere, oppure come se avessi ancora tanto di quel tempo da vivere e tante di quelle cose da fare

Quindi evolvere, ma come?

Semplicemente accettando la Vita e la sua bontà che, nonostante e grazie a tutte le sue disavventure necessarie, ha deciso che anche io possa essere qui in questo preciso momento storico e che proprio io sia una counselor (ovvero un canale) per me e per gli altri, un canale imperfetto in cui lasciar scorrere l’Amore di Dio con tutta la sua imperfezione.

Grazie a tutti voi che siete stati testimoni e compagni di viaggio.

 

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